lunedì 27 luglio 2009

I Reports del Nano Semeraro - Maximillian I World Tour Atto S.S.econdo - Parte Quasar - Atto POST

Dicevamo, grane.
Mentre ciondoliamo in attesa di buone nuove dal Marziano, si apre la porticina di un appartamento al pianterreno, di fronte a noi, e ne esce fuori una tipa proprio come la storiella della casetta di marzapane.
Una cinquantenne un po' gibbona, dal capello giallo nicotinato e con un broncio trasversale che le sega la faccia, della serie "Buongiorno ar cazzo". Ha con sé un bastone che l'aiuta a fare perno sul suolo per non ruzzolare come una grossa polpettona cicciolosa. Vedo la signora parlare con Sado, ed odo ricorrere spesso la frase "No problema". In pratica la vecchia insiste sul fatto che non è riuscita a chiudere occhio tutta la notte, perché NOI avevamo fatto un festino tipo davanti alla porta di casa sua e non gli avevamo fatto chiudere occhio, a lei e suo marito. Quel poveraccio di Sado sta cercando di convincere una fottuta alcolizzata che noi ieri abbiamo fatto i cazzi nostri lontano da casa sua, in ogni caso a non meno di un centinaio di metri dalla loro fottutissima camera da letto del cazzo.
Chissà che cazzo si bevono, 'sta gente. C'è kerosene nell'aria, e probabilmente è lo stesso kerosene che sfiamma dalla bocca la vecchia di merda. Il bastone comincia a ruotare in aria, la tipa ora afferma che il Cutrone le ha dato della stupida. In MAGIARO. Non abbiamo altra soluzione che lasciare al più presto il posto assieme alla stronza, in balia evidente dei peggiori distillati etilici di sempre, quando il Marziano si affaccia da casa di Sado.
-HUEHFUHHUDHCHIAAAAVIIIIII????? IOHUHHFHUHUUAUAHNNEETROOVOOOO!!!
Eccazzo.
Nel mentre si apre la finestra della casetta di marzapane, e l'attenzione di Cutrony viene stuzzicata dalla figura che ne emerge: si tratta del vecchio compagno della signora. Sfrantumato da metili ed etili, ed armato di pistola.
La situazione a questo punto diventa tragicomica. Il vecchio spara un colpo a vuoto in aria, e capisce che la pistola o è scarica, o ha la sicura. E quando dopo aver traccheggiato colla pistola ce la ripunta addosso, schizziamo educatamente a cercare riparo dietro qualsiasi cosa a prova di tiro: per la prima volta in vita mia mi ritrovo colle manine alzate a slittare di lato come un granchietto buffo.
Il Marziano scende con un'aria da gattone sornione, ma soprattutto SENZA CHIAVI. Che per coerenza logica a 'sto punto devono proprio essere in un fottuto zaino, a cinque metri dalla canna della pistola.
I minuti si susseguono leeenti, finché Toni, confidando nelle proprietà narcolettiche del liquore di merda che il vecchio si sarà scolato nelle ore a precedere, parte in ricognizione.
Effettivamente, la finestra della morte è aperta, ma nessuno affacciòssi.
In quindici secondi rovistiamozaini-troviamochiavimmerda-apriam-saliam-SCHIZZIAM.
Si è fatta l'una, dovremmo essere in viaggio da circa un'ora.

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In macchina c'è spazio solo per le indicazioni di Sado e i suoi saltuari commenti sul vecchio pistolero. Si ricomincia ad aprire bocca una volta approdati in un bar al centro di Miskolc, ove prima di partire per Budapest ci aspetta una accomodante colazione . Inevitabilmente fragorosa, tra l'altro, perché Toni non finisce di osservare che a lui la tv accesa mentre mangia gli dà al cazzo, e il televisore da 46 pollici ultrapiatto che stava dando la diretta della Formula 1 si stacca dal muro e si schianta a terra tra fumi e scintille. E mentre il barista riesce a farsi uscire dalla gola strozzata un flebile "Oh... Problema..." Toni chiosa: "L'avevo detto che mi dà al cazzo la tv mentre mangio".

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Siamo sul punto di accomiatarci dall'amico Sado in una fresca e grigia mattina miskolciana. Un paio di scatti amici e poi via, direzione Budapest. Grazie Sado.



Questo è AMORE.




E questo pure.

E ora siamo veramente in ritardo con l'accuso.

lunedì 20 luglio 2009

I Reports del Nano Semeraro - Maximillian I World Tour Atto S.S.econdo - Parte Quasar - Atto PRE

E' una bellissima mattina senza sole, i sette nani NON mi hanno graziato neanche stavolta e stanno picconandomi le sinapsi in cerca di diamanti, e invece trovano vasetti di prugne secche. Quando decidono di tornarsene alla loro fottuta baracca, posso alzarmi dal letto e dedicarmi ai postumi gastrici della sbronza. Sado ci ha preparato la colazione dei campioni, sicché banchettiamo con pane, strutto, peperone ottimo e cipolla di Miskolc, l'unica cipolla al mondo in grado di reggere il confronto con quella di Tropea. Il nostro booker ci fa ascoltare le sue produzioni punk-industriali. Ogni traccia è uno sfoggio di suoni da paura, grevi, acquisiti e lavorati dal massiccio Roland S-770. Trovo una copia del libro sul punk magiaro di cui Sado è autore, la sfoglio nel tentativo di comprendere qualcosa. Niet. La sfoglio cercando di ricordare qualche nome di gruppo. Niet. La sfoglio come posso, tipo Topolino.
E' un po' frustrante avere per le mani un libro interessante eppure inaccessibile. Un giorno sapere magiaro, azz.
Le foto rendono bene la serietà dei punkettoni magiari, cazzuti per davvero. Considerato poi il Regime, dovevano avere proprio le palle di piombo. Eccolo, belo e bravo.



Pazienza.
E' ora di lasciare Miskolc.

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- Nano, tira fuori le chiavi.
- A Marzia', ieri ho chiuso DIETRO ma poi le chiavi TE LE HO DATE A TE, ti ricordi?

Come le scimmie attorno al monolito di 2001-Odissea Nello Spazio.
Stiamo attorno al furgone e cerchiamo di capire come si usa un furgone CHIUSO.
UN FURGONE CHIUSO NON SI USA.
La sera prima ci siamo confrontati a "Staffetta d'Imbriachi col Mazzo di Chiavi", giuro l'ultima volta che mi presto a uno sport così insulso.
Il Marziano torna nell'appartamento di Sado a fare la gazza ladra, noi appoggiamo gli zaini accanto al Furgoshima cogliendo l'occasione per un paio di scatti ricordo col nostro Homo di Florido metallo, ancora in tenuta SpongeBob + Chiodo...



Comincia a piovere. GRANE, con pioggia a parte.

Barseleta

CHE DIFFERENZA C'E' TRA UNA PERONI E LO SGRASSATORE MULTIUSO?
LO SPRUZZINO.

venerdì 17 luglio 2009

I Reports del Nano Semeraro - Maximillian I World Tour Atto S.S.econdo - Parte Trina - III° Tempo

I metalli allestiscono rapidamente il loro set mentre noi liberiamo il palco. Mettiamo gli ampli a fondo sala, vicino al mixer di Sado, dove per la loro caratteristica forma vengono trasformati, come prima, in pratici tavolini ove poggiare scarti di lattine mezze piegate e sudiciume birresco.
Il sound check gli dura un pochetto, ci è permesso rifocillarci con questo piatto caratteristico che è povero ma assai gustoso, assai: si tratta di spesse fette di pane con su cipolla, pomodoro e un peperone verde autoctono, il più buono e sincero peperone che abbia mai assaggiato in vita. Un filo d'olio aiuta gli ingredienti a miscelarsi piacevolmente in bocca.
Facciamo un salto al banchetto, dove Marzia e Toni si danno un po' il cambio. Marzia è provata dal cagacazzi di cui sopra, e Toni la seguirà a manetta. Saremo costretti a fare finta che 'sto tappo barbuto sia solo un brutto scherzo dell'immaginazione. A una certa l'alcol DOVRA' pur avere il sopravvento sulle sue sinapsi, ed infatti così è: di lì a poco sarà in grado di rimanere collassato in piedi, colla testa appoggiata al muro. Fiuuu....
Con nonchalance mi sottraggo all'onere di stare al banco del merch, e me ne torno nella sala a vedere 'sti metalli, il cui suono non promette bene manco mentre checkkano.
In ogni caso io non sono adatto a fare mercato col banchetto, attiro fregature, non so dire di no alla gente che chiede sconti o omaggi, va a finire che regalo tutto o che mi lascio fottere i gadgets. Pace. In sala.
..........
OH - OH. OH - OH.
OOOOH - OOOOH.
OH. . . . . . .
Sono proprio conciati brutti.
Assisto al pittoresco quadretto di un timido batterista metallaro in camicia bianca giacca quadrettata dal color ocra che evita gli sguardi della gente e si muove compostamente mentre il cantante si prodiga nei growls, mentre il chitarrista... beh... egli è riuscito a farsi il suono meno metallo nella storia del metallo. E per fare ciò si è comprato un pedale adatto allo scopo:



Però il bassista è bravo, pizzica le corde a tre ditini e fa ruotare li capielli a tempo, mentre il cantante ci prova pure lui senza riuscire tuttavia a sincronizzarsi.
La roba è un po' metal un po' emo non si sa, dopo 5 minuten siamo tutti a finire di devastarci vicino al banchetto merch, incuranti dello show.
A fine di tutto Sado ci allieta con un djset industriale cui non mancano manco i D.A.F. con Der Mussolini. Un grand'uomo.
A seguire, casa di Sado, in un quartiere tranquillo. Lasciamo il furgone in un posto sicuro e saliam da lui. Il suo appartamento è il Mausoleo di Sponge Bob, di cui la figlioletta è assetata. A quanto pare Sado stesso è costretto ad indossare la maglietta di Sponge Bob. Cominciamo a prepararci per fare un pisolone.

MA:
Sado VUOLE uscire a fare due passi
sicché andiamo io, Toni, il Marziano, Sado ed un suo amico in fase di collasso sperimentale nel bar di una stazione di servizio, ed io riesco a fare incazzare Sado perché ho comprato due lattine di birra senza accorgermi che lui ne aveva già prese per noi.
Ad ogni modo le birre finiscono tutte, mentre Sado ha cominciato a parlare in magiaro: egli crede che gli uomini possano capirsi ugualmente a prescindere dalla lingua, se c'è l'empatia. Io sono così empatico che mi trovo in due tavoli con quattro braccia seduto su due sedie in compagnia di due di tutti, egualmente sfuocati.
Mi si devono essere girati gli occhi, fatto sta che sto una cloaca, e un lieve senso come di devo vomitare frizzante diventa un arduo nemico con cui confrontarmi.
Colla testa rotante seguo figure verso casa di Sado?
Non mi ricordo più un cazzo, tranne che il mio compagno di cuccia era Trap Jaw l'Inseparabile.

I Reports del Nano Semeraro - Maximillian I World Tour Atto S.S.econdo - Parte Trina - II° Tempo

Quando arriviamo al locale mi sento sollevato. Il tratto (auto)stradale ungherese è stato micidiale. Sferzate di pioggia che era da leggere le poesie di D'Annunzio, il furgone in aquaplaning superata la soglia dei 60Km/h, un cazzo di italiano in camper che ci ha rallentato colla sua guida lenta e distratta. E, ovviamente, le prime inculate col tasso di cambio euro-monetadelcazzoungherese al distributore di benzina.
Il freddo è lupo, ma ad accoglierci al Tomi Vendéglő ci sarà abbondante calore umano. Abbondante e folkloristico.
Si ragionava, noi, sul fatto che a nessuno, finora, nel suo piccolo, è mai capitato in vita di andare a suonare in un posto dove TUTTI SONO PIU' UBRIACHI DI TE già prima del concerto.
Faccio conoscenza con Sado, l'amico di Toni nonché nostro booker. Un tipo di poche parole, sta lavorando alla fonica con una mano, mentre con l'altra trinka un likuore autoprodotto dal colore simile al porto e dal sapore fruttato con retrogusto di kerosene. Me ne offre un assaggio dalla bottiglia appizzata dietro le quinte. Mi rendo subito conto che lasciare alcool incustodito in presenza di questo pubblico E' MALE.
Montiamo la roba su questo palco decisamente strettto. Il mio ampli amplificherà al pubblico, ma io non avrò monitor. Meglio così. Sarà un successo.
In fase di allestimento del banchetto facciamo conoscenza con un tipo dall'aria technotribe, che, come tutti tranne Sado, NON spiccica una parola in inglese manco a offrirgli un giro di whisky.
Il nostro scambio culturale consiste nel cantargli "Avanti ragazzi di Buda / Avanti ragazzi di Pest / Studenti soldati e braccianti / Il sole non sorge più ad Est" e "Vola un'Aquila nel cielo forzalazzioforzalazzio" A LOOP. Certo, il ragazzo non è sicuramente un nostalgico del regime comunista, ma non ha idea di chi cazzo sono gli ultrà della Lazio. A una certa mi viene il dubbio che forse lo sa.
Costui sarà uno degli ultimi spettatori a collassare piegato su di un tavolino. Un eroe.
Mi affranco con garbo dal complessino canoro per rassettare custodie e zaini, e quando torno nel grosso salone a tutto legno, trovo la custodia del mio campionatore trasformata in un bancone sudicio di lattine vuote e impiastricciato di birra. Ora mi è chiaro. La vita qui si snoda attraverso le anse e gli estuari di un fiume giallo e frizzante. E BASTA.

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E' giunto il momento di ubriacarsi, mi concedo quindici minuti di raffiche in lattina e mi preparo dietro le quinte, è ora di ruock.
L'alcool mi sale su velocemente, a stomaco vuoto. Al momento di indossare i calzoncini decido che i calzoncini mi fanno girare i coglioni, e devo pure cagare.
Quindi salgo dietro alla batteria in giacchetto puzzolente, maschera cogliona e culottes in lycra.
E' IL VISIBILIO.
Stavolta il DJ70 fa la parte sua, è carico anche lui e reatttivo al punto che potrei leccarlo in segno di stima.
Mi sento bene, nel senso che non mi sento affatto ma sto una crema, considerato che nel loculo dove mi son cambiato c'era a farmi compagnia il trinciabudella di Sado.
Partiamo con Tamagochi come deve partire, ossia BENE. Ho sprazzi di coscienza mentre pisto sulla batteria, deciso a rompere il culo a tutti i presenti, e vedo cose.
Trap Jaw si dimena. E' uno scorpione, uno scorpione che si è appena conficcato il pungiglione sulla nuca. Ci stanno dei tipi che si avvicinano a fare foto e video fino sul palco, particolarmente attratti dalle mutande, tra l'altro. Il Popolo si muove, gli ungheresi mi stanno riempiendo i follicoli di soddisfazione, siamo CARICHI!!!!! RUOCK!!
Tra un flash ed un altro faccio conoscenza con PALI, di dietro la batteria pestante. Pali è EMPATIA. Durante TUTTO il concerto si agita si muove disconnessamente, riesce a fare un pantano appiccicoso fino alla morte per terra versandovi quantità industriali di birra. Non glie ne frega un cazzo, si mette la lattina ad altezza pubica e schizza schiuma a 360°. Ad un certo punto alzo lo sguardo verso gli spettatori, e te lo trovo coi calzoni abbassati, in mutande pure lui... Cazzo, Pali, dovrebbero essere TUTTI come te, sarebbe finalmente un pianeta felice, questo...
Decido che non ce ne possiamo andare senza suonare Banane Negre Gialle, così mentre Trap Jaw sembra suggerirmi qualcosa, parto di campione zanzarone spastico e attacco a picchiare il charleston come un fabbro. E' tutto, per me.

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Gli Hiroshimi hanno uno dei loro più bei concerti di sempre. Trap, due secondi prima di attaccare il belzebù mi chiede CORTESEMENTE di non sfruculiarlo quando ha il sax in bocca perché rischio di rompergli qualche dente. Ma lo sta chiedendo al Nano Semeraro carico ed ubriaco, aggraziato come un elefante che si gratta la schiena contro una palma.
E poi, se si rompe un dente, che vuoi, è RUOCK.



Non è vero, Trap? ^______^

...Ad ogni modo i Hiroshima attaccano in der potenza del suono, mal documentata dalla camera di Marzia - credo intenta a tenere il banchetto in compagnia di uno piagnisteoscassapalle che vuole un omaggio costi quel che costi - e mal documentata da me, intento a supportare il RUOCK.
Pali continua a schizzare liquidi ovunque, e io commetto l'errore di rotolarmi a terra tra uno sgrullone a Trap Jaw ed un altro. A un certo punto mi infilo tra le sue gambe, seduto a terra, e gli simulo una sentita pompa. E' stato l'unico gesto a non aver arrecato lividi sulle labbra del nostro Noisaxofonista. Il Marziano abbasserà l'ampli di una tacca. Ha sconfitto anche quest'impianto, sebbene non fosse difficile. A vederlo sul palco mi riesce difficile credere che senta dolore alla schiena, mentre suona. Come scende pure lui a mischiettarsi col pubblico, gli offro la faccia ad uso bottleneck, che il Marziano gradisce sempre.
Ancora non lo so, ma l'altro gruppo che suona è metallaro. Mi spiego come faccia qualcuno a gradire lo show da seduto, tipo 'sto gigante qua:



che tra l'altro è la replica sputata di un amico nostro , Niko Rubbens dei Joyous Cosmology, anzi, è Niko 20 kili fa. Non l'ho mai ringraziato abbastanza per il regalo che ci ha fatto ad Anversa. Che omo.
Anyway, gli Hiroshima finiscono alla grande. Vai col metallo.

I Reports del Nano Semeraro - Maximillian I World Tour Atto S.S.econdo - Parte Trina - I° Tempo

"Your Feet Smell".
Eh, già, la tipa di Turbo ha ragione. Decido che non mi laverò i denti fino a qualche istante prima di lasciare l'appartemento, tanto per rendere la nostra conversazione più piccante.
Effetttivamente la stanza dove abbiamo dormito ha lo stesso odore di un ovile trascurato. Poveri, poveri TV Buddhas. Ma i complimenti non si fermano. Sempre Lei, ci ha sentito grugnire tutta la notte a porte chiuse, e ci dice che i rockers di Tel Aviv avevano delle occhiaie tali che sembravano truccati per un remake del video di Thriller.
Pazienza. Mi hanno fatto uno sconto dello 0,02% sui loro ciddì, se lo meritano.
Lascio la tazzuliella di caffè lluunngooo e mi avvio al cesso a darmi una ripulita. E per qualche minuto la mia anima gode del più bel cesso di sempre. L'interruttore della luce accende anche la musica, ci sono una doccia futuristica e una vasca da bagno idropulsante adattabile a suppellettile per il sesso comodo, e ci sono DUE lavandini, due gemelli detersi che attendono di lavar via le mie impurità. Il tutto immerso in una costellazione di mattonelle colorate ed assemblate in allegro stile Seventies. Passo un felice quarto d'ora chiuso in questo Eden dell'igiene intima, mentre l'intimo femminile usato, sparso qua e là, mi invita ad annusarlo, comodamente rilassato sulla tazza del cesso. OH. MIO. DIO.

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Con Trap Jaw siamo pronti per muovere alla volta del Landesmuseum, dove ci aspettano gli altri rockers per caricare sì e scattare per la prossima tappa, Miskolc.
Siamo arrivati neanche 15 ore fa che era timidamente estate, e ci ritroviamo catapultati in una stronza, grigia, fredda e maledettamente piovosa mattina d'ottobre in maniche di maglietta. Toni, che è una persona empatica, si fa vivo al telefono e ci dice di aspettarlo, arriva a caricarci col furgone in una manciata di minuti. Lo aspettiamo nell'androne del palazzo, che si rivela essere un tubo di Venturi MALEFICO. Dopo mezz'ora arriva The Cutrone e ci trova intirizziti, con tre paia di magliette addosso, le felpe umide, e il Porco Dio fresco di invocazione. Io in particolar modo mi son fatto una sciarpa pittoresca con la maglietta che dovrebbe essere un presente per mio fratello, il beneamato merch-guy dei Maximillian I che non è, ahimé, con noi.

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Perché non mi sono portato un fottuto k-way? L'acqua viene giù che è un piacere, carichiamo il furgone bilanciato ma a cazzo di cane, tanto che fra circa 400 kilometri le portiere cominceranno ad aprirsi metodicamente, tenute assieme solo dalla Italianissima serratura.
L'ombrello che abbiamo rimediato per l'Operazione Furgone è in mano a Trap Jaw, il che vuol dire che ci fradiceremo come mosche in un bicchiere di vino.

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Arriveremo in ritardo, anche oggi. Ma stavolta con un ritardo clamoroso. Gli ultimi duecento chilometri li spendiamo a cercare scuse improbabili da raccontare al nostro contatto di Miskolc, Sado. La storia delle portiere posteriori che si aprono sotto la spinta della roba caricata a cazzo di cane, più un incidente di fantasia circa Budapest saranno definitivamente le più quotate.
Ci concediamo un banchetto in piedi in un autogrill austriaco, rischiando pure il botto, siccome le stazioni di servizio in Austria te le indicano a sorpresa, a cazzo di cane, e sono pure nascoste da eserciti di conifere.
Il cibo è buffo. La gente si prodiga nella consumazione di panini farciti con fette di, boh, non so, BOZZOLI DI CARNE. Sugnosi fino a spappolare il pane. Semplici, o farciti di peperoni e altro piccante. Industriali e petrolchimici. Un'occhiata di sguincio al Marziano, l'Uomo della Qualità, che è rimasto sonoramente inculato dalla crew, lui che voleva rifocillarsi al ristorante proprio di fronte al Fast-Death-Food.
Toni invece apprezza, e se non ricordo male gli lascio del mio panino una porzione che il fegato si rifiuta di assumere per bocca.
Siamo pronti per lasciarci alle spalle la stazione orbitante, ma io e Marzia prima ci prestiamo ad un quadretto bucolico, per la giuòia del Topillo.



Carichi? Partire. Pigiamino? Tutìna.