Il freddo è lupo, ma ad accoglierci al Tomi Vendéglő ci sarà abbondante calore umano. Abbondante e folkloristico.
Si ragionava, noi, sul fatto che a nessuno, finora, nel suo piccolo, è mai capitato in vita di andare a suonare in un posto dove TUTTI SONO PIU' UBRIACHI DI TE già prima del concerto.
Faccio conoscenza con Sado, l'amico di Toni nonché nostro booker. Un tipo di poche parole, sta lavorando alla fonica con una mano, mentre con l'altra trinka un likuore autoprodotto dal colore simile al porto e dal sapore fruttato con retrogusto di kerosene. Me ne offre un assaggio dalla bottiglia appizzata dietro le quinte. Mi rendo subito conto che lasciare alcool incustodito in presenza di questo pubblico E' MALE.
Montiamo la roba su questo palco decisamente strettto. Il mio ampli amplificherà al pubblico, ma io non avrò monitor. Meglio così. Sarà un successo.
In fase di allestimento del banchetto facciamo conoscenza con un tipo dall'aria technotribe, che, come tutti tranne Sado, NON spiccica una parola in inglese manco a offrirgli un giro di whisky.
Il nostro scambio culturale consiste nel cantargli "Avanti ragazzi di Buda / Avanti ragazzi di Pest / Studenti soldati e braccianti / Il sole non sorge più ad Est" e "Vola un'Aquila nel cielo forzalazzioforzalazzio" A LOOP. Certo, il ragazzo non è sicuramente un nostalgico del regime comunista, ma non ha idea di chi cazzo sono gli ultrà della Lazio. A una certa mi viene il dubbio che forse lo sa.
Costui sarà uno degli ultimi spettatori a collassare piegato su di un tavolino. Un eroe.
Mi affranco con garbo dal complessino canoro per rassettare custodie e zaini, e quando torno nel grosso salone a tutto legno, trovo la custodia del mio campionatore trasformata in un bancone sudicio di lattine vuote e impiastricciato di birra. Ora mi è chiaro. La vita qui si snoda attraverso le anse e gli estuari di un fiume giallo e frizzante. E BASTA.
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E' giunto il momento di ubriacarsi, mi concedo quindici minuti di raffiche in lattina e mi preparo dietro le quinte, è ora di ruock.
L'alcool mi sale su velocemente, a stomaco vuoto. Al momento di indossare i calzoncini decido che i calzoncini mi fanno girare i coglioni, e devo pure cagare.
Quindi salgo dietro alla batteria in giacchetto puzzolente, maschera cogliona e culottes in lycra.
E' IL VISIBILIO.
Stavolta il DJ70 fa la parte sua, è carico anche lui e reatttivo al punto che potrei leccarlo in segno di stima.
Mi sento bene, nel senso che non mi sento affatto ma sto una crema, considerato che nel loculo dove mi son cambiato c'era a farmi compagnia il trinciabudella di Sado.
Partiamo con Tamagochi come deve partire, ossia BENE. Ho sprazzi di coscienza mentre pisto sulla batteria, deciso a rompere il culo a tutti i presenti, e vedo cose.
Trap Jaw si dimena. E' uno scorpione, uno scorpione che si è appena conficcato il pungiglione sulla nuca. Ci stanno dei tipi che si avvicinano a fare foto e video fino sul palco, particolarmente attratti dalle mutande, tra l'altro. Il Popolo si muove, gli ungheresi mi stanno riempiendo i follicoli di soddisfazione, siamo CARICHI!!!!! RUOCK!!
Tra un flash ed un altro faccio conoscenza con PALI, di dietro la batteria pestante. Pali è EMPATIA. Durante TUTTO il concerto si agita si muove disconnessamente, riesce a fare un pantano appiccicoso fino alla morte per terra versandovi quantità industriali di birra. Non glie ne frega un cazzo, si mette la lattina ad altezza pubica e schizza schiuma a 360°. Ad un certo punto alzo lo sguardo verso gli spettatori, e te lo trovo coi calzoni abbassati, in mutande pure lui... Cazzo, Pali, dovrebbero essere TUTTI come te, sarebbe finalmente un pianeta felice, questo...
Decido che non ce ne possiamo andare senza suonare Banane Negre Gialle, così mentre Trap Jaw sembra suggerirmi qualcosa, parto di campione zanzarone spastico e attacco a picchiare il charleston come un fabbro. E' tutto, per me.
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Gli Hiroshimi hanno uno dei loro più bei concerti di sempre. Trap, due secondi prima di attaccare il belzebù mi chiede CORTESEMENTE di non sfruculiarlo quando ha il sax in bocca perché rischio di rompergli qualche dente. Ma lo sta chiedendo al Nano Semeraro carico ed ubriaco, aggraziato come un elefante che si gratta la schiena contro una palma.
E poi, se si rompe un dente, che vuoi, è RUOCK.
Non è vero, Trap? ^______^
...Ad ogni modo i Hiroshima attaccano in der potenza del suono, mal documentata dalla camera di Marzia - credo intenta a tenere il banchetto in compagnia di uno piagnisteoscassapalle che vuole un omaggio costi quel che costi - e mal documentata da me, intento a supportare il RUOCK.
Pali continua a schizzare liquidi ovunque, e io commetto l'errore di rotolarmi a terra tra uno sgrullone a Trap Jaw ed un altro. A un certo punto mi infilo tra le sue gambe, seduto a terra, e gli simulo una sentita pompa. E' stato l'unico gesto a non aver arrecato lividi sulle labbra del nostro Noisaxofonista. Il Marziano abbasserà l'ampli di una tacca. Ha sconfitto anche quest'impianto, sebbene non fosse difficile. A vederlo sul palco mi riesce difficile credere che senta dolore alla schiena, mentre suona. Come scende pure lui a mischiettarsi col pubblico, gli offro la faccia ad uso bottleneck, che il Marziano gradisce sempre.
Ancora non lo so, ma l'altro gruppo che suona è metallaro. Mi spiego come faccia qualcuno a gradire lo show da seduto, tipo 'sto gigante qua:
che tra l'altro è la replica sputata di un amico nostro , Niko Rubbens dei Joyous Cosmology, anzi, è Niko 20 kili fa. Non l'ho mai ringraziato abbastanza per il regalo che ci ha fatto ad Anversa. Che omo.
Anyway, gli Hiroshima finiscono alla grande. Vai col metallo.
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chi di dente ferisce...
RispondiEliminaQuasi quasi aspetto che i Maximillian I diventino STORIA, così potrò mettere il pezzetto di dente dentro una teca di cristallo
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